INDICE:

 

 

Gesù, confido in te!

Gesù, Ti amo con tutto il cuore!

 

LA MISERICORDIA DIVINA NELLA MIA ANIMA

 

Diario di Santa Faustina Kowalska

della congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia

 

Celebrate il Signore, perché è buono!

Celebrate il Signore, perché è Misericordioso!

«La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo» (Sal 117-118,22). Il versetto del salmo responsoriale dell’odierna liturgia ci aiuta a comprendere la verità sulla Resurrezione di Cristo. Esprime anche la verità sulla Divina Misericordia rivelatasi nella Resurrezione: l’amore ha riportato la vittoria sul peccato, e la vita sulla morte. Questa verità costituisce in un certo senso l’assenza della Buona Novella. Cristo pertanto può dire: «Non temere!». E ripete tali parole ad ogni uomo, specialmente a chi è sofferente nel fisico e nello spirito. Può ripeterle con tutta fondatezza.

Intuì questo in modo particolare Suor Faustina Kowalska, che ho avuto la gioia di beatificare due anni fa (18 aprile 1993). Le sue esperienze mistiche si sono focalizzate tutte intorno al mistero di Cristo Misericordioso (…).Suor Faustina non soltanto le ha annotate, ma ha cercato un artista capace di dipingere l’immagine di Cristo Misericordioso, così come ella lo vedeva. Immagine che, insieme alla figura della Beata Faustina, rappresenta una testimonianza eloquente di ciò che i teologi chiamano «condescendentia divina». Dio si rende comprensibile ai suoi interlocutori umani. La Sacra Scrittura, e specialmente il Vangelo, ne sono la conferma (…).

Su tale linea si colloca il messaggio di Suor Faustina. Ma era soltanto di Suor Faustina o, piuttosto, non si trattava allo stesso tempo di una testimonianza resa da parte di tutti coloro ai quali tale messaggio ha infuso coraggio nelle dure esperienze della seconda guerra mondiale, nei campi di concentramento, nello sterminio e nei bombardamenti? L’esperienza mistica della Beata Kowalska e il richiamo a Cristo Misericordioso si inscrivono nel duro contesto della storia del nostro secolo. Noi, come uomini del XX secolo, desideriamo ringraziare il Signore per il messaggio della Divina Misericordia (…).

A tutti vorrei dire: Abbiate fiducia nel Signore! Siate apostoli della Divina Misericordia e, secondo l’invito e l’esempio della Beata Faustina, prendete cura di chi soffre nel corpo e nello spirito. Ad ognuno fate sperimentare l’amore misericordioso del Signore che consola e infonde gioia.

Sia Gesù la vostra pace!

«Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre» (Eb 13,8). Contemplandolo nel mistero della croce e della Resurrezione, ripetiamo insieme alla liturgia dell’odierna domenica: «Celebrate il Signore, perché è buono!».

Celebrate il Signore, perché è Misericordioso!

 

(I brani sopra riportati sono tratti dall’omelia della Santa Messa celebrata dal Santo Padre Giovanni Paolo II il 23 aprile 1995, Domenica della Divina Misericordia, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma, dove si promuove il culto della Divina Misericordia).

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INTRODUZIONE

La Beata Suor Maria Faustina Kowalska, nota in tutto il mondo come apostola della Divina Misericordia, è annoverata dai teologi fra í grandi mistici della Chiesa.

Nacque in Polonia, a Glogowiec, terza di dieci figli, in una povera e devota famiglia di contadini. Nel giorno del battesimo, nella chiesa parrocchiale di Swinice Warskie, ricevette il nome di Elena. Fin dall'infanzia si distinse per la devozione, l'amore per la preghiera, la laboriosità, l'obbedienza e una grande sensibilità per le miserie umane. Frequentò le scuole per quasi tre anni; a sedici anni dovette lasciare la casa paterna per guadagnarsi da vivere ed aiutare i genitori lavorando come domestica ad Aleksandrów e Lódz.

Già dal settimo anno di vita (due anni prima di ricevere la Prima Comunione) sentì viva la voce della vocazione, ma i suoi genitori non le diedero il permesso di entrare in convento. La piccola Elena quindi cercò di soffocare in sé questa chiamata di Dio, ma incitata dalla visione di Cristo sofferente, dalle parole di rimprovero: «Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?» (Diario, Q. I, p. 6), iniziò a cercare accoglienza in convento. Bussò a numerose porte, ma da nessuna parte venne accolta. I1 1° agosto 1925 entrò nel convento della Congregazione delle Suore della Beata Ver­gine Maria della Misericordia a Varsavia. Nel suo Diario ha confessato: «Mi sentivo infinitamente felice; mi pareva di essere entrata nella vita del paradiso. Dal mio cuore erompeva, unica, la preghiera della gratitudine» (Diario, Q. I, p. 9).

Dopo alcune settimane subì tuttavia la forte tentazione di trasferirsi in un'altra congregazione, in cui ci fosse più tempo da dedicare alla preghiera. Allora Gesù, mostrandole il suo volto ferito e sofferente, disse: «Tu mi causerai un simile dolore, se uscirai da questo ordine. E qui che ti ho chiamata e non altrove e ho preparato per te molte grazie» (Diario, Q. I, p. 10).

Nella Congregazione ricevette il nome di Suor Maria Faustina. Trascorse il tempo del noviziato a Cracovia e lì, alla presenza del vescovo S. Rospond, pronunziò i primi voti e dopo cinque anni i voti perpetui: castità, povertà e obbedienza. Lavorò nelle diverse case della Congregazione, più a lungo a Cracovia, Plock e Vilnius, svolgendo i compiti di cuoca, giardiniera e portinaia.

Nulla all'esterno tradiva la sua vita mistica così eccezionalmente ricca. Svolgeva i suoi compiti con ardore, osservava con fedeltà tutte le regole della vita religiosa, viveva in raccoglimento e silenzio, e nello stesso tempo era spontanea, serena, piena di cordiale e disinteressata carità verso gli altri.

Tutta la sua vita era concentrata nel tendere ad una unione sempre più piena con Dio e a collaborare con Gesù nell'opera della salvezza delle anime. «Gesù mio - ha confessato nel Diario - Tu sai che fin dai primissimi anni ho desiderato diventare una grande santa, cioè ho desiderato amarTi con un amore tanto grande, quale finora nessuna anima ha avuto verso di Te» (Diario, Q. V, p. 456).

Il Diario rivela tutta la profondità della sua vita spirituale. Una attenta lettura di questi scritti dà l'immagine dell'alto grado di unione della sua anima con Dio: Dio le concedette grandi doni ed ella si sforzò e lottò continuamente sulla via della perfezione cristiana. Il Signore le elargì grandi grazie: il dono della contemplazione, quello di una profonda conoscenza del mistero della misericordia di Dio, visioni, apparizioni, stimmate nascoste, il dono della profezia e della lettura delle anime, come pure il raro dono delle nozze mistiche. Avendo ricevuto doni così numerosi scriveva: «Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono a lei elargito la rendono perfetta, ma l'unione intima della mia anima con Dio. (...) La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio» (Diario, Q. III, p. 380).

Lo stile di vita severo e i duri digiuni, che si impose ancor prima di entrare nella Congregazione, indebolirono il suo organismo fino al punto che, già come postulante, dovette essere mandata a Skolimòw, località vicino a Varsavia, per migliorare le sue condizioni di salute. Dopo il primo anno di noviziato arrivarono le dolorose esperienze mistiche della cosiddetta notte oscura e dopo le sofferenze spirituali e morali legate alla realizzazione della missione che aveva ricevuto da Cristo. Suor Faustina offrì la propria vita per i peccatori e per tale motivo patì anche numerose sofferenze per salvare così le loro anime. Negli ultimi anni della sua vita aumentarono inoltre le sofferenze interiori e i disturbi fisici: si manifestò la tubercolosi che invase i polmoni e il tubo digerente. Per questo motivo venne ricoverata due volte, per alcuni mesi, in ospedale a Cracovia.

Del tutto distrutta nel fisico, ma pienamente matura nello spirito, unita misticamente a Dio, morì in fama di santità il 5 ottobre 1938, all'età di appena 33 anni, di cui 13 di vita religiosa. Le sue spoglie vennero seppellite in una tomba del cimitero della Congregazione a Cracovia. Durante il processo informativo, nel 1966 vennero traslate nella cappella. Dopo la beatificazione, avvenuta il 18 aprile 1993, le reliquie sono state collocate in un altare laterale del Santuario della Divina Misericordia di Cracovia-Lagiewniki, sotto l'immagine di Gesù Misericordioso.

Gesù ha affidato a questa religiosa semplice, senza istruzione, ma forte e infinitamente fiduciosa in Dio, una grande missione: il messaggio della Divina Misericordia rivolto al mondo intero. «Oggi mando te - le disse - a tutta l'umanità con la Mia misericordia. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio cuore misericordioso» (Diario, Q. V, p. 522). Sei la segretaria della Mia misericordia: ti ho scelta per questo incarico in questa vita e in quella futura» (Diario, Q. VI, p. 530), per «far conoscere alle anime la grande misericordia che ho per loro ed esortarle alla fiducia nell'abbisso della Mia misericordia» (Diario, Q. V, p. 516).

La missione della Beata Suor Faustina consiste nel ricordare una verità di fede da sempre conosciuta, ma dimenticata, riguardante l'amore misericordioso di Dio per l'uomo e la trasmissione di nuove forme di culto della Divina Misericordia, la cui pratica dovrebbe portare al rinnovamento della vita di fede nello spirito di fiducia e misericordia cristiana.

Il culto della Divina Misericordia consiste nella fiducia, nella infinita bontà di Dio e nelle opere di misericordia verso il prossimo.

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LE FORME DEL CULTO DELLA DIVINA MISERICORDIA

 

L’immagine di Gesù Misericordioso

Il modello è stato mostrato dallo stesso Gesù nella visione che Suor Faustina ebbe il 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Plock. «La sera, stando nella mia cella - scrisse nel Diario - vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. (…) Dopo un istante Gesù mi disse “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te!” (Diario, Q. I, p. 26). Voglio che l’immagine (…) venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia» (Diario, Q. I, p. 27). Il significato di questo quadro è strettamente legato alla liturgia di quella domenica. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo secondo San Giovanni che descrive l’apparizione di Gesù risorto nel cenacolo e l’istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20, 19, 29). L’immagine rappresenta dunque il Salvatore risorto che porta agli uomini la pace con la remissione dei peccati, a prezzo della sua Passione e morte in croce. I raggi del sangue e dell’acqua, che provengono dal cuore (non visibile del quadro) trafitto dalla lancia, e le cicatrici delle ferite della crocifissione, riportano agli avvenimenti del Venerdì Santo (Gv 19, 17-18; 33-37). L’immagine di Gesù Misericordioso unisce in sé questi due episodi evangelici che meglio descrivono l’amore di Dio per l’uomo

Caratteristici in questa immagine di Cristo sono i due raggi. Gesù, interrogato da Suor Faustina circa il loro significato, ha spiegato: «Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. (…) beato colui che vivrà alla loro ombra» (Diario, Q. I, p. 132). L’anima è purificata dal sacramento del battesimo e della penitenza, mentre il migliore nutrimento per essa è l’Eucaristia. Dunque questi due raggi simboleggiano i santi sacramenti e tutte le grazie dello Spirito Santo, il cui simbolo biblico è l’acqua, ed anche la nuova alleanza con Dio con l’uomo fatta per mezzo del sangue di Cristo. L’immagine di Gesù Misericordioso viene spesso chiamata l’immagine della Divina Misericordia, e questo è giusto in quanto è proprio nel mistero pasquale di Cristo che si è rivelato più chiaramente l’amore di Dio per l’uomo. Il quadro non solo rappresenta la misericordia di Dio, ma sollecita a rammentare il dovere della fiducia cristiana nei confronti di Dio e la carità attiva verso il prossimo. Nella parte inferiore del quadro - per volontà di Cristo - si trovano scritte le parole «Gesù, confido in Te!». «Questa immagine - ha detto Gesù - deve ricordare le esigenze della Mia misericordia, poiché anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere» (Diario, Q. II, p. 278). Gesù ha legato promesse speciali al culto dell’immagine così inteso: la salvezza eterna, grandi progressi sulla via della perfezione cristiana, la grazia di una morte felice e tutte le altre grazie che gli uomini gli chiederanno con fiducia. «Attraverso questa immagine concederò molte grazie alle anime, perciò ogni anima deve poter accedere ad essa» (Diario, Q. II, p. 227).

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La festa della Misericordia

Occupa il posto più importante tre tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia che sono state rivelate a Suor Faustina. Per la prima volta Gesù le ha parlato dell’istituzione di questa Festa a Plock nel 1931, quando le trasmise la sua volontà riguardo all’immagine: «Io desidero che vi sia una festa della Misericordia: voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia» (Diario, Q. I, p. 26).

La scelta della prima domenica dopo Pasqua come festa della misericordia ha un suo profondo significato teologico, che indica un forte legame tra il mistero pasquale della Redenzione e il mistero della Divina Misericordia. Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla Novena alla Divina Misericordia, che precede la festa e inizia il Venerdì Santo e durante la quale si recita la Coroncina.

La festa non consiste in un giorno di particolare adorazione di Dio nel mistero della misericordia, ma è un tempo di grazia per tutti gli uomini. «Desidero - ha detto Gesù - che la festa della misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori» (Diario, Q. II, p. 267). «Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione, Concedo loro l’ultima tavola di salvezza, cioè la festa della Mia misericordia. Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre» (Diario, Q. II, p. 345).

L’importanza di questa festa si misura con le straordinarie promesse che Gesù ha legato ad essa. «In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita – ha detto Cristo – questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene» (Diario, Q. I, p. 132). In quel giorno sono aperte le viscere della Mia misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia. (…) Nessun’anima abbia paura di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto» (Diario, Q. II, p. 267).

Per ottenere questi grandi doni bisogna aderire alle condizioni della devozione alla Divina Misericordia (Fiducia nella bontà di Dio e carità attiva verso il prossimo), essere in stato di grazia (dopo la confessione) e ricevere degnamente la santa Comunione. «Nessuna anima troverà giustificazione finchè non si rivolgerà con fiducia alla Mia misericordia e perciò la prima domenica dopo Pasqua deve essere la festa della Misericordia ed i sacerdoti in quel giorno debbono parlare alle anime della mia grande ed insondabile misericordia» (Diario, Q. II, 227).

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La Coroncina alla Divina Misericordia

Questa coroncina è stata dettata da Gesù a Suor Faustina a Vilnius il 13-14 settembre 1935 come preghiera per placare l'ira di Dio (Diario, Q. I, pp. 192-193).

Chi recita questa coroncina offre a Dio Padre «il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità» di Gesù Cristo per implorare misericordia per i propri peccati, del prossimo e del mondo intero, ma allo stesso tempo unendosi all'offerta di Gesù si rivolge a quell'amore che il Padre celeste dona a suo Figlio, e in Lui a tutti gli uomini.

Con questa preghiera si chiede pure «la misericordia per noi e per il mondo intero» e quindi allo stesso tempo si compie un atto di misericordia. Aggiungendo a ciò un atteggiamento di fiducia e adempiendo le condizioni di ogni buona preghiera (umiltà, costanza, intenzione in accordo con la volontà di Dio), i fedeli possono attendersi il compimento delle promesse di Cristo, in particolare di quelle che riguardano l'ora della morte: la grazia della conversione e di una morte serena. Le otterranno non solo le persone che reciteranno questa coroncina, ma anche l'agonizzante accanto al quale essa verrà recitata. «Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina - ha detto Gesù - si placa l'ira di Dio e l'imperscrutabile misericordia avvolge l'anima (Diario, Q. II, p. 297). La promessa generale dice: «Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che mi chiederanno» (Diario, Q. V, p. 508), (...) se quello che, chiedi è conforme alla Mia volontà» (Diario, Q. VI, p. 568). Tutto ciò infatti che è in disaccordo con la volontà di Dio non è un bene per l'uomo, ed in particolare per la sua felicità eterna.

«Con la recita della coroncina - ha detto in un altro momento Gesù - avvicini a Me il genere umano» (Diario, Q. II, p. 333). «La. Mia misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina» (Diario, Q. II, p. 282.

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L'ora della Misericordia

Nell'ottobre 1937 a Cracovia, in circostanze non meglio descritte da suor Faustina, Gesù ha raccomandato di venerare l'ora della sua morte: «Ogni volta che senti l'orologio battere le tre, ricordati di immergerti tutta nella Mia misericordia, adorandola ed esaltandola; invoca la sua onnipotenza per il mondo intero e specialmente per i poveri peccatori, poiché fu in quell'ora che venne spalancata per ogni anima» (Diario, Q. V, p. 517).

Gesù disse: «Figlia Mia, in quell'ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono, e se non puoi fare la Via Crucis, entra almeno per un momento in cappella ed onora il Mio Cuore che nel: SS.mo Sacramento è pieno di misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi» (Diario, Q. V, p. 517).

Il teologo don R6źycki elenca tre condizioni perché la preghiera elevata in quel momento sia ascoltata: la preghiera deve essere rivolta a Gesù; deve essere recitata alle tre del pomeriggio; deve riferirsi ai valori e meriti della Passione di Cristo. «In quell'ora - ha promesso Gesù - otterrai tutto per te stessa e per gli altri; in quell'ora fu fatta grazia al mondo intero, la misericordia vinse la giustizia» Diario, Q. V, p. 517).

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Diffusione del culto della Divina Misericordia

Parlando delle forme di culto della Divina Misericordia, il teologo don Rózycki elenca anche questa: la diffusione della venerazione della Misericordi, poichè anche ad essa si riferiscono alcune promesse di Cristo. «Le anime che diffondono il culto della Mia misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre il suo bimbo ancora lattante e nell'ora della morte non sarò per loro un giudice, ma Salvatore misericordioso» (Diario, Q. III, p. 374).

L'essenza del culto della Divina Misericordia consiste nell'atteggiamento di cristiana fiducia verso Dio e di attiva carità verso il prossimo. Gesù richiede fiducia dalle creature (cfr. Diario, Q. III, p. 370) e opere di carità, con azioni, parole e preghiera. «Devi mostrare misericordia sempre e ovunque verso il prossimo: non puoi esimerti da questo, né rifiutarti né giustificarti» (Diario, Q. II, p. 277). Cristo vuole che i Suoi devoti compiano ogni giorno almeno un atto di carità verso il prossimo. La diffusione del culto della Divina Misericordia non esige necessariamente molte parole, ma esige sempre un atteggiamento cristiano di fede, fiducia in Dio e di misericordia sempre più grande. Suor Faustina durante la sua vita dette esempio di tale apostolato.

Il culto della Divina Misericordia porta ad un rinnovamento della vita religiosa nella Chiesa nello spirito di cristiana fiducia e misericordia. In questo contesto bisogna dunque leggere l'idea di «nuova congregazione», che incontriamo nelle pagine del Diario. Nel pensiero della stessa Suor Faustina questo desiderio di Cristo è maturato lentamente e ha subito una certa evoluzione: da un ordine strettamente contemplativo fino ad un movimento, formato sia da congregazioni di vita attiva (femminili e maschili) che da laici. Questa grande comunità di persone, che supera le nazionalità, è un'unica famiglia legata da Dio nel mistero della Sua misericordia e unita dal desiderio di meditare questo attributo divino nel proprio cuore e manifestarlo nelle proprie azioni, spinti dal desiderio della Sua gloria in tutte le anime. E una comunità di persone che in modi diversi, a seconda della condizione e della vocazione (sacerdotale, religiosa o di vita nel mondo), vive l'ideale evangelico di fiducia e di misericordia, proclama con la propria vita e la parola l'ineffabile mistero della divina misericordia e invoca la misericordia di Dio per tutto il mondo.

La missione di Suor Faustina trova una forte ispirazione nella Sacra Scrittura e si riflette nei documenti della Chiesa, e soprattutto nell'enciclica del Santo Padre Giovanni Paolo II Dives in misericordia.

Ad maiorem gloriam Misericordiae Dei!

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La congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia

La Congregazione, alla quale apparteneva la Beata Suor Faustina, è stata fondata nella seconda metà dell’Ottocento da M. Teresa Eva Sulkowskich Potocka che, ispirandosi alle esperienza delle comunità religiose francesi, aprì a Varsavia la prima Casa della Misericordia per le giovani moralmente traviate. La Congregazione, depositaria del messaggio trasmesso dalla Beata Suor Faustina, si adopera per realizzarlo nel mondo intero unendo la missione apostolica, legata al mistero della Divina Misericordia, con la prosecuzione della missione di sostegno morale alle giovani donne bisognose, alle ragazze madri (in Polonia), ai fanciulli ammalati e portatori di handicap e l’impegno nella catechesi scolastica. La Congregazione si è assunta il compito di implorare la misericordia di Dio per tutti, proclamando alle nuove generazioni, nelle forme del culto, il mistero dell’Amore Misericordioso di Dio per l’uomo.

Quest’annuncio si realizza, oltre che nel santuario della Divina Misericordia a Cracovia, anche nei loro conventi diffusi, oltre che in Polonia, nel resto dell’Europa e in America.

Maggiori informazioni sulla vita della Beata Suor Faustina, sulla storia, sulla spiritualità e l’attuale attività e della Congregazione possono essere richieste ai seguenti indirizzi:

-    CASA GENERALIZZA:

Ul. Żytnia, 3/9, 01-014 Warszawa (Polonia

-    NOVIZIATO: Ul. S. Faustyny, 3/9, 30-420 Kraków 12 (Polonia)

-    Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia:

CENTRO DI SPIRITUALITÁ DELLA DIVINA MISERICORDIA:

     Via dei Penitenzieri, 12 – 00193 Roma.

 

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QUADRO CRONOLOGICO

Della vita della Beata Suor Maria Faustina (Elena Kowalska)

 

1905   25 agosto          Sr. Faustina nasce a Glogowiec in Polonia, distretto di Turek, prefettura di Poznafi (attualmente Swinice Warskie, voivodato di Konin).

27 agosto          È battezzata nella Parrocchia di S. Casimiro a Swinice Warskie dal parroco Don Giuseppe Chodynski e le viene imposto il nome di Elena.

1912                              La piccola Elena durante i Vespri, davanti al Santissimo Sacramento esposto, sente nell'anima per la prima volta una voce che l’invita alla vita perfetta.

1914                              Elena riceve la Prima Comunione dalla mano del parroco, Don Romano Pawlowski.

1917                              autunno Inizia a frequentare la scuola elementare a Swinice.

1919   dall’autunno    Vietata, a causa dell'età, alla quattordicenne Elena l'ulteriore frequenza della scuola, col permesso della mamma, ella va a servizio presso gente conosciuta in Aleksandrów, vicino a Lódz, per guadagnarsi qualcosa ed aiutare la famiglia. Durante questo periodo ha la visione di un gran chiarore e poco dopo torna a casa,

1920   estate                 Elena dichiara a sua mamma che vuole andare in convento, ma í genitori sono decisamente contrari alle sue aspirazioni.

            Tarda estate      Si reca a Lódz per cercare lavoro allo scopo di guadagnarsi la somma necessaria per la dote. Lavora a servizio domestico.

            Autunno

1921   30 ottobre         Riceve in Aleksandrów il sacramento della Cresima.

1922   autunno             La diciottenne Elena chiede insistentemente ai genitori il permesso di entrare in convento e riceve un rifiuto categorico.

            inverno

1923   2 febbraio         Inviata dall’Ufficio di Collocamento, Elena si presenta per servizio alla sig.ra Marcjanna Sadowska-Wieczorek ed accetta di buon grado le condizioni di paga notevolmente bassa proposte dalla datrice di lavoro.

            2 luglio              Incontra in una chiesa di Varsavia Don Giacomo Dabrowski che le trova un idoneo servizio domestico presso la famiglia Lipszyc finché non venga accolta in un convento.

1924   fine luglio         Dopo esser stata respinta ovunque abbia chiesto l’ammissione, Elena bussa infine alla porta della Congregazione delle Suore

            Inizio agosto    della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia e chiede di esservi accolta.

1925   1° agosto           Elena è ammessa come postulante fra le suore coadíutrici nella Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia nella casa di via Zytnia 3/9 a Varsavia e comincia a lavorare nella cucina.

1926   23 gennaio        Elena Kowalska va a Cracovia per terminare il postulato.

30 aprile           Dopo gli esercizi spirituali della durata di otto giorni, Elena Kowalska inizia il noviziato ricevendo l’abito e il nome da religiosa. Da questo momento si chiamerà Sr. Maria Faustina.

1927   marzo-aprile    Sr. Faustina attraversa un periodo di oscurità spirituale. Questa prova dura quasi fino alla conclusione del noviziato. La Madre Maestra Maria Giuseppina Brzoza la incoraggia, la dispensa dalle pratiche di pietà e la invita ad una grande fedeltà a Dio.

1928   16 aprile           Il Venerdì Santo l’ardore dell’amore divino prende la novizia sofferente; essa dimentica le sofferenze passate e riconosce più chiaramente quanto Cristi abbia sofferto per lei.

1928   20 aprile           La sera Sr. Faustina inizia con altre suore gli esercizi spirituali prima di pronunciare i voti temporanei.

30 aprile           Sr. Faustina pronuncia i primi voti temporanei che rinnoverà annualmente per cinque anni fino ai voti perpetui. Rimane nella casa di Cracovia lavorando nella cucina delle suore.

6-10 ottobre     Nel Capitolo Generale viene eletta come Superiora Generale Madre Michaela Moraczewska che aveva accolto Elena Kowalska nella Congregazione e rimarrà sua Superiora per tutta la vita.

31 ottobre         Sr. Faustina viene trasferita nella casa di Via Zytni a Varsavia.

1929   giugno               Sr. Faustina viene assegnata alla casa appena fondata in Via Hetmaríska a Varsavia.

1930   giugno               Sr. Faustina viene assegnata alla casa di Plock. Li lavora nel forno, in cucina e nel negozio collegato al forno.

1931   22 febbraio       A Plock, la sera della prima domenica di Quaresima, Sr. Faustina ha una visione di Gesù che ordina di dipingere un'immagine secondo il modello che vede.

1932                  novembre Sr. Faustina si reca a Varsavia per la Terza Probazione alla quale í membri della Congregazione sottopongono prima di pronunciare i voti perpetui.

1933   21 aprile           La sera iniziano gli Esercizi Spirituali di otto giorni tenuti da P. Wojnar S.J. ai quali partecipa anche Sr. Faustina.

1° maggio         Sr. Faustina pronuncia i voti perpetui. Il Vescovo Mons. Staníslao Rospond presiede la cerimonia dei voti.

1933   25 maggio         Sr. Faustina parte per Wilno, sua nuova destinazione.

1934   2 gennaio          Sr. Faustina si reca per la prima volta dal pittore E. Kazimirowski incaricato dal suo direttore spirituale - Don M. Sopoéko - di dipingere l'immagine di Gesù Misericordioso.

29 marzo           Su richiesta del Signore Sr. Faustina si offre per i peccatori,  in modo particolare per quelle anime che hanno perso la fiducia nella Divina Misericordia.

Giovedì santo 

Durante la Messa

 

fine giugno       Viene terminata l'immagine della « Divina Misericordia » che sotto la direzione di Sr. Faustina è stata dipinta dal pittore Kazimirowski. Sr. Faustina piange amaramente perché Gesù non appare così bello come ella Lo ha visto.

12 agosto          «Domenica [...] Forte indebolimento di Sr. Faustina. Viene chiamata la dott. Maciejewska ed il Rev.do Don Sopoéko che le amministra l'Olio santo».

13 agosto          «Lunedì. La salute di Sr. Faustina migliora».

26 ottobre         Ritornando con le educande dall'orto per la cena (10 minuti prima delle 18) Sr. Faustina vede il Signore Gesù al di sopra della cappella della casa di Wilno con lo stesso aspetto che aveva durante la visione a Plock, cioè con raggi chiari e rossi. Questi raggi abbracciano la cappella della comunità, l'infermeria delle educande e si allargano successivamente sul mondo intero.

1935   15 febbraio       Sr. Faustina parte per recarsi da sua madre malata ed in pericolo di morte.

26 aprile           Sr. Faustina collabora all'allestimento e all'addobbo dell'immagine della Divina Misericordia esposta alla venerazione pubblica, per la prima volta nel Santuario di Ostra Brama per la celebrazione della chiusura del Giubileo della Redenzione.

1935   19 ottobre         Sr. Antonina e Sr. Faustina partono per partecipare agli esercizi spirituali di otto giorni a Cracovia.

1936   8 gennaio          Sr. Faustina si reca in visita dall'Arcivescovo Jalbrzykowski e gli rivela che il Signore Gesù esige che sorga una congregazione che impetri la Misericordia Divina per il mondo e chiede che egli le conceda l'autorizzazione per tutto quello che Gesù vuole da lei.

12 maggio         Sr. Faustina viene assegnata alla casa di dove rimarrà fino alla morte.

19 settembre    Sr. Faustina viene visitata nel sanatorio di Pradnik.

20 ottobre         Sr. Faustina partecipa agli esercizi spiritual di otto giorni.

9 dicembre       Cercando di salvaguardare la salute di Sr. Faustina, le superiore la inviano al sanatorio di Pradnik presso Cracovia.

24 dicembre     Con il permesso dei medici Sr. Faustina si reca per la festa del S. Natale in convento.

27 dicembre     Sr. Faustina ritorna in ospedale per ulteriori cure.

1937   27 marzo           «Per le feste di Pasqua Sr. Faustina è tornata da  Prgdnik ormai definitivamente; la sua salute è nettamente migliorata».

13 aprile           Lo stato di salute di Sr. Faustina peggio a tal punto da farle pensare che, se la tosse si fosse ripetuta ancora un paio di volte, sarebbe stata certamente la fine.

14 aprile           Stremata dalla malattia, Sr. Faustina chiede al Signore Gesù la salute come prova della volontà di Dio circa la fondazione d'un convento - e non per cercare sollievo nella sofferenza - e si accorge che è completamente guarita. Il Signore le ordina di farlo sapere alla superiora.

29 luglio              Sr. Faustina parte per Rabka per convalescenza.

1937   10 agosto          Sr. Faustina torna a Cracovia da Rabka, dove, per íl clima non adatto a lei, soffre ancor più di prima.

29 agosto          Sr. Faustina riceve la visita del suo confessore Don Michele Sopoéko.

6 settembre       Sr. Faustina riceve una nuova incombenza, dall'orto alla porta. E decisivo per questo cambiamento il suo stato di salute che va peggiorando.

27 settembre    Sr. Faustina con M. Irene Krzyzanowska, superiora della casa a Cracovia, si reca in città a motivo della stampa delle immaginette della Divina Misericordia.

10 ottobre         Gesù rivela a Sr. Faustina un'altra forma della devozione alla Divina Misericordia: l'ora della Misericordia, da osservarsi ogni giorno alle tre del pomeriggio.

1938   2 febbraio         Sr. Faustina sperimenta atroci tentazioni contro la santa fede.

21 aprile           Lo stato di salute di Sr. Faustina peggiora a tal punto che deve essere ricoverata in ospedale.

2-5 giugno        Prima della Pentecoste Sr. Faustina fa tre giorni di esercizi spirituali sotto la guida di Gesù stesso.

23 luglio           La Madre Generale M. Moraczewska, in visita alla casa di Cracovia, va a trovare Sr. Faustina nel sanatorio e la vede per l'ultima volta in terra.

agosto                Sr. Faustina indirizza la sua ultima lettera alla Madre M. Moraczewska. Chiede scusa per tutte le mancanze commesse durante la sua vita nella Congregazione e finisce con le parole: «Arrivederci in cielo».

25 agosto          Il Cappellano Don Czaputa si reca a Prgnik per confessare Sr. Faustina e amministrarle il Sacramento degli infermi.

2 settembre       Don Sopoéko, durante una visita a Sr. Faustina nel sanatorio di Pradnik la vede in estasi.

1938   17 settembre    «Sr. Faustina è ricondotta al convento da Pradnik. È molto debole. Non riesce affatto ad alzarsi e praticamente non mangia. È rassegnata e molto edificante. Aspetta il momento in cui si unirà al Signore Gesù. E non teme affatto la morte».

22 settembre    «Sr. Faustina ha chiesto scusa a tutta la comunità» per le involontarie mancanze commesse durante tutta la sua vita in religione (una consuetudine della congregazione).

2 ottobre           «Sr. Faustina sta sempre peggio. Ma con esemplare tranquillità attende la sua morte».

5 ottobre           «Oggi alle 22 e 3/4 Sr. Faustina dopo lunghe sofferenze sopportate con grande serenità e pazienza, è partita al Signore per ricevere la ricompensa promessa. Ancora oggi alle 16 del pomeriggio era arrivato P. Andrasz e Sr. Faustina si era confessata per l'ultima volta; la sera alle 9 il Cappellano insieme alla comunità riunita aveva recitato le preghiere per gli agonizzanti. Sr. Faustina cosciente fino all'ultimo momento poteva unirsi con noi nello spirito».

7 ottobre           «Oggi I venerdì - Madonna del Rosario - í funerali di Sr. Faustina. Sono arrivati i Padri Gesuiti da S. Barbara: P. Wojtotí, P. Chabrowski ed uno dei chierici da Wesola. Alle 8 e 1/2 hanno cantato il Matutinum ed in seguito P. Wojton ha celebrato la S. Messa di Requiem all'altare maggiore e P. Chabrowski ha celebrato all'altare del Sacro Cuore di Gesù in colore bianco. Tutto si è svolto in modo molto bello. Al funerale non ha partecipato nessuno della famiglia di Sr. Faustina». Sr. Faustina viene sepolta nella tomba comune del cimitero della comunità (che si trova all'estremità dell'orto della casa della Congregazione a Cracovia-Lagiewniki).

1993   18 aprile           Sua Santità Giovanni Paolo II beatifica Suor Maria Faustina Kowalska (S. Pietro - Roma).

1994   l° gennaio         S.E. il Cardinale Camillo Ruini, Vicario di Sua Santità Giovanni Paolo II, stabilisce che la Chiesa di S. Spirito in Sassia a Roma, promuova la spiritualità della Divina Misericordia.

1° settembre     La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti approva il testo della Messa votiva «De Dei Misericordia», che per volontà del Santo Padre Giovanni Paolo II viene dato in uso alla Chiesa universale.

1995   23 aprile           Sua Santità Giovanni Paolo II celebra nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia la Messa solenne nella Domenica della Divina Misericordia.

I Domenica

Dopo Pasqua

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ABBREVIAZIONI USATE NELLE NOTE

A                                    =       Archivio

A. CSBVMM

A. NSM                         =       Archivio della Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia

AC Crac                        =       Archivio della Congregazione della B.V.M. della Misericordia di Cracovia (Archiwum Zgromadzenia Sióstr M. B. Milosierdzia w Krakowie)

AC Var                          =       Archivio della Congregazione della B.V.M. della Misericordia di Varsavia (Archiwum Zgromadzenia Síóstr M. B. Milosierdzia w Warszawie)

AD.                                =       Archivio-Libro delle Defunte della Congregazione

A. SF.                             =       Archivio della Postulazione di Sr. Faustina

APR.                              =       Archivio della Postulazione di Sr. Faustina a Roma

A. SJ.                             =       Archivum Societatis Jesu

Can.                               =       Canone

C.D.C.                            =       Codice di Diritto Canonico

CSBVMM                     =       Congregazione della B.V.M. della Misericordia

Congr.                           =       Congregazione

Cons.                             =       Consuetudinario

Cost.                              =       Costituzioni

C. Cron.                         =       Cronaca

Cr. Crac.                        =       Cronaca della Casa di Cracovia

Cr. Wil.                         =       Cronaca della Casa di Wilno

Diario                           =      La Misericordia Divina nella mia anima, Diario (Milosierdzie Boe w duszy mojej, Dzienníczek) di Suor Faustina Kowalska

DPE                               =       Documenta a Postulatore Exhibita, in Summarium ex Processu Ordinario Cracovien., Romae 1984

IATC                              =       Iudicium Alterius Theologi Censoris Super Scriptis Servae Dei Faustinae Kowalska Tributis, Sacra Congregatio Pro Causis Sanctorum, P. n. 1123, Roma, 1979

LD., D.,                          =       Libro delle Defunte della Congregazione

L.MS., L.M.                  =       Lettere di Don Michele Sopoéko

LSF., L.                          =       Lettere della SdD Suor Faustina Kowalska, Professa perpetua della Congregazione della B.V.M. della Misericordia (Listy Slugi Bozej S. M. Faustyny Kowalskiej, Profeski wieczystej Zgromadzenia M. B. Milosierdzia) ed. dattiloscritta autentica, Cracovia 1973.

M.                                  =       Madre.

Mem.                             =       Memorie.

ms. mss.                        =       Manoscritto, manoscritti

N.d.t.                              =       Nota del traduttore

Q.                                   =       Quaderno del Diario di Suor Faustina.

Ric., R.                          =       Ricordi scritti da persone che hanno conosciuto Suor Faustina durante la vita.

Ric. di Don Sop.          =       Ricordi di Don Sopoéko

SdD                                =       Serva di Dio.

Sr.                                  =       Suor

Summ.                           =       SUMMARIUM ex Processu Ordinario Cracovien. Beatificationis et Canonizationis Servae Dei Faustinae Kowalska annis 1965-1967 constructo, Romae 1984.

 


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La Misericordia divina nella mia anima

Diario

Sr. Faustina Kowalska

 

 

 

 

 

I QUADERNO

 

 

 

O Amore Eterno, ordini di dipingere la Tua santa immagine[1]

E ci sveli la fonte inconcepibile della Misericordia.

Tu benedici chi si avvicina ai Tuoi raggi,

Ed all'anima nera dai il candore della neve.

 

O Gesù dolce, hai eretto qui 2 il trono della Tua Misericordia,

Per aiutare í peccatori e ridar loro la gioia.

Dal Tuo Cuore squarciato, come da limpida fonte,

Sgorga il conforto per le anime ed i cuori contriti.

 

Erompe senza posa dal cuore degli uomini

L'onore e la gloria per questa Immagine.

Ogni cuore inneggi alla Divina Misericordia

In ogni momento e nei secoli dei secoli.

 

Dio Mio

 

Se guardo verso il futuro, m'investe la paura,

Ma perché inoltrarsi nel futuro?

Mi è cara soltanto l'ora presente,

Perché il futuro forse non albergherà nella mia anima.

 

Il tempo passato non è in mio potere

Per cambiare, correggere od aggiungere qualche cosa.

Né i sapienti, né i profeti han potuto far questo.

Affidiamo pertanto a Dio ciò che appartiene al passato.

 

O momento presente, tu mi appartieni completamente,

Desidero utilizzarti per quanto è in mio potere,

E nonostante io sia piccola e debole,

Mi dai la grazia della tua onnipotenza.

 

Perciò, confidando nella Tua Misericordia,

Avanzo nella vita come un bambino,

Ed ogni giorno Ti offro il mio cuore

Infiammato d'amore per la Tua maggior gloria.

 

+

G.M.G.

 

DIO E ANIME

 

O Re di Misericordia, guida la mia anima

 

Suor M. Faustina

del SS.mo Sacramento                                                                                                                                                            Wilno,[2] 28.VII.1934

O Gesù mio, con fiducia verso di Te

Intreccio migliaia di corone e so

Che fioriranno tutte,

E so che fioriranno tutte, quando le illuminerà il Sole Divino.

 

+ O grande Divin Sacramento,

Che nascondi il mio Dio,

O Gesù, resta con me ogni momento,

Ed il mio cuore non sarà preso dal timore.

 

 

 

'     Vedi Appendice n. 1.

2      «Qui», cioè nell'immagine della Divina Misericordia.

3      Durante la vita di Sr. Faustina la città di Wilno apparteneva alla Polonia; oggi è la capitale della Lituania e si chiama Vilnius.

 

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[1]